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Gregory Porter alla Mostra del Cinema di Venezia, in vista del tour in Italia a novembre!

Gregory Porter alla Mostra del Cinema di Venezia

Sotto i riflettori accesi per la Mostra del Cinema di Venezia c’è stato spazio anche per Gregory Porter, stella mondiale del jazz-soul e vincitore di ben due Grammy Awards per Best Jazz Vocal Album.

Il motivo della gita veneziana di Gregory Porter è presto detto: annunciare l’esclusivo tour che lo vedrà tornare in Italia, questa volta per cantare sul palco, il prossimo novembre.

“E’ la prima volta che vengo alla Mostra – rivela Porter – mi piaceva l’idea di presentare il mio tour italiano in questa atmosfera così esaltante. Il cinema è un amore di famiglia, mi hanno sempre affascinato i kolossal hollywoodiani che a volte sono stati per me fonte di ispirazione per creare le mie canzoni”.

 

Gregory Porter in conferenza stampa a Venezia con Valeria Arzenton e Nick The Nightfly

 

A novembre il tour in Italia

Gregory Porter sarà infatti molto presto di ritorno in Italia con “A special evening with Gregory Porter“, un esclusivo tour di sole due tappe che lo vedrà protagonista al Teatro Dal Verme di Milano (venerdì 18 novembre) e al Gran Teatro Geox di Padova (sabato 19 novembre), due serate evento prodotte da ZedLive e fortemente volute dalla co-fondatrice Valeria Arzenton.

I biglietti per entrambe le date del tour sono disponibili su Ticketmaster.

 

Gregory Porter con Nick The Nightfly

 

L’artista

In questi dieci anni, Gregory Porter ha conquistato il mondo, portando il Jazz contemporaneo alle masse e collezionando numerosi premi e riconoscimenti, tra cui due Grammy Awards per Miglior Album Vocale. Performer esperto e fenomeno globale, colleziona sold-out in tutto il mondo. Nato a Los Angeles, cresciuto a Bakersfield; un’infanzia difficile, sostenuta però dalla passione per la musica e per la voce di Nat King Cole, Gregory Porter esordisce nel 2010 con il disco Water che gli valse la prima nomination ai Grammy come “Best Jazz Vocal”, fatto eccezionale per un disco d’esordio. I singoli 1960 What? e Illusion, scalano le classifiche in America e in Europa e il New York Times scrive: “Gregory Porter has most of what you would want in a male jazz singer, and maybe a thing or two you didn’t know you wanted”. Water conteneva già quel senso di maturità senza tempo caratteristico dei giganti del blues, del gospel e del soul che hanno influenzato la carriera di Porter. La consacrazione arriva nel 2012 con il secondo album Be Good, con cui si aggiudica la seconda nomination ai Grammy, questa volta come “Best Traditional R&B Performance”. Con una voce che sa essere carezzevole o decisa, calda o incoraggiante, Gregory Porter è stato definito da Wynton Marsalis, con cui si esibisce spesso a New York, “un giovane cantante fantastico”. Progetto più maturo e variopinto, Be Good è una raccolta di 12 in gran parte inediti scritti dallo stesso Porter più alcuni standard come Work Song, God Bless the Child e Imitation of Life.

Questo secondo album consente alla personalità di Gregory Porter di eccellere in svariati ambiti musicali, sorretto da un ottimo nucleo di musicisti. La splendida voce dalla naturale propensione melodica hanno condotto Porter verso un luminoso futuro in ambito internazionale. Tra i nomi di coloro che Porter cita come propri punti di riferimento ci sono Nat King Cole, Joe Williams e Donny Hathaway. Lo stile vocale di Porter è stato di certo plasmato dall’esempio di tali cantanti, ma la sua personale visione del mondo carica tutti i brani di una tale intensità emotiva da rendere ogni esecuzione estremamente potente.

 

Gregory Porter

 

Parlano di “A special evening with Gregory Porter”:

…e tanti altri, perché quello con “A special evening with Gregory Porter” è senza dubbio un appuntamento da non perdere!

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